Cinque percorsiper i primi mesi
Dalla gravidanza al corso di disostruzione: per ogni percorso trovi quando è il momento giusto e cosa comprende.
In ordine di tempo
Incontro in gravidanza
Fare ordine tra mille informazioni, prima che il bambino arrivi.
Vai al capitolo 2–3 settimaneVisita neonatale
La valutazione completa, quando sei davvero pronto ad ascoltare.
Vai al capitolo 0–6 mesiDisturbi funzionali
Pianto, sonno, rigurgito: cause, spiegazioni e strategie concrete.
Vai al capitolo Dai 6 mesiAllattamento e svezzamento
Dal latte ai primi solidi, senza schemi e senza ansia.
Vai al capitolo Sempre utileDisostruzione e PBLS
Cosa fare in quei secondi. Sperando di non doverlo mai usare.
Vai al capitoloIncontro pediatrico in gravidanza
Aspettare un bambino significa anche iniziare a raccogliere informazioni: corsi preparto, libri, podcast, consigli di amici e parenti. Il risultato, spesso, è un accumulo di indicazioni contrastanti che creano più confusione di quanta ne risolvano.
L'incontro pediatrico in gravidanza nasce per fare ordine. Non è un corso, non è una lezione: è una consulenza privata con un pediatra specializzato nei primi mesi di vita, pensata per la vostra coppia, sui temi che contano davvero.
I primi 1000 giorni: perché iniziare prima della nascita?
Nel mondo della ricerca pediatrica si parla di "primi 1000 giorni" — dal concepimento fino ai 24 mesi di vita — come della finestra di sviluppo più importante nell'intera esistenza di un bambino. In questo periodo si gettano le basi della salute fisica, dello sviluppo neurologico e del benessere emotivo.
Non si tratta di fare tutto perfetto. Si tratta di sapere cosa conta davvero, per poter fare scelte consapevoli quando arriva il momento — spesso stanchissimi, a notte fonda, con un neonato in braccio.
Ecco perché ha senso parlarne adesso, con calma, prima che il bambino arrivi.
Di cosa parliamo nell'incontro
In una consulenza privata affrontiamo insieme i temi fondamentali dei primi mesi di vita:
- Adattamento del neonato — cosa succede nei primi giorni, cosa è normale e cosa no
- Allattamento — come funziona, come iniziare bene, le difficoltà più comuni
- Sonno — i ritmi del neonato, le aspettative realistiche, come orientarsi
- Pianto e bisogni — come interpretare i segnali del bambino
- Alimentazione complementare — quando e come iniziare lo svezzamento, le basi per scegliere bene
- Le domande che avete voi — l'incontro è pensato per la vostra situazione specifica
A chi è rivolto
L'incontro è pensato per coppie in attesa, preferibilmente nel terzo trimestre di gravidanza, quando ci si inizia a preparare concretamente all'arrivo del bambino.
È utile soprattutto se:
- Volete un'alternativa più mirata e personalizzata rispetto ai corsi preparto tradizionali
- È la vostra prima gravidanza e volete un riferimento clinico chiaro
- Avete già un bambino ma volete aggiornarvi su alimentazione e sviluppo
Come funziona
L'incontro si svolge in presenza a Udine, in formato consulenza privata per coppia. È il tempo che serve per costruire una base solida.
Sarà solo il primo passo di un percorso che potrà proseguire con:
- prima visita neonatale — valutazione completa nelle prime settimane
- percorso nei primi mesi di vita (0–6 mesi) — serie di incontri dedicati allo sviluppo del bambino
Domande frequenti
Quando è il momento giusto per l'incontro?
Il terzo trimestre è il periodo ideale — quando ci si inizia a preparare concretamente all'arrivo del bambino e c'è ancora il tempo per metabolizzare le informazioni con calma.
È diverso da un corso preparto?
Sì, in modo sostanziale. I corsi preparto affrontano principalmente il travaglio e il parto. Questo incontro è focalizzato su quello che succede dopo — i primi mesi di vita del bambino, l'alimentazione, il sonno, lo sviluppo. Ed è una consulenza privata: si parla della vostra situazione specifica, non di scenari generici.
Posso venire da sola, senza il partner?
L'incontro è pensato per la coppia, ma non è un requisito. Molte mamme vengono sole o con una persona di fiducia.
Cosa succede dopo la nascita?
L'incontro in gravidanza è il primo passo di un percorso continuativo. Dopo la nascita è possibile proseguire con la visita neonatale e il percorso dedicato 0–6 mesi.
Il corso preparto online quando sarà disponibile?
Stiamo lavorando a un corso preparto online asincrono — pensato per chi vuole approfondire i temi dei primi 1000 giorni con i propri tempi. Prossimamente disponibile.
Visita neonatale
Visita neonatale — il primo passo
La valutazione pediatrica pensata per quando sei davvero pronto ad ascoltare.
La visita neonatale è pensata per un momento preciso: le 2–3 settimane dalla nascita, quando il bambino ha già iniziato ad adattarsi e i genitori hanno ripreso abbastanza fiato da fermarsi a riflettere.
La visita neonatale non è un semplice controllo del peso. È una valutazione completa del bambino nel suo insieme:
- Crescita e sviluppo — peso, lunghezza, circonferenza cranica, curve di crescita
- Esame clinico — valutazione neurologica, posturale e funzionale
- Alimentazione — allattamento al seno o artificiale, ritmo delle poppate, suzione
- Sonno — ritmi, qualità, gestione delle notti
- Pianto e regolazione — lettura dei segnali del bambino
- Rigurgito e disturbi digestivi del lattante — quello che i genitori chiamano spesso reflusso
Al termine della visita i genitori hanno un quadro chiaro di come sta il loro bambino — e di cosa fare concretamente nei giorni successivi.
Spesso viene richiesta quando:
- Il bambino è nato da poco e si desidera un primo controllo approfondito
- Sono presenti dubbi sull'alimentazione o sul ritmo delle poppate
- Il sonno del neonato è molto frammentato o difficile da gestire
- Il pianto è frequente e genera preoccupazione nei genitori
- Si desidera un confronto sui primi mesi di crescita del bambino
In molti casi la visita rappresenta semplicemente un momento per valutare il bambino e affrontare con calma le domande che emergono nelle prime settimane. È una visita lunga, pensata per non lasciare domande in sospeso: non si tratta solo di "controllare che vada tutto bene" — si tratta di capire insieme come funziona il tuo bambino.
Domande frequenti
Quando è il momento giusto per la visita neonatale?
Idealmente intorno alle 2–3 settimane di vita. In questa fase il bambino ha già superato i primi adattamenti post-nascita e i genitori sono pronti a fare domande e ad ascoltare le risposte con più lucidità.
La visita include anche il supporto all'allattamento?
Sì. L'allattamento è uno dei temi centrali della visita — dalla valutazione della suzione alla gestione delle poppate, fino alle difficoltà più comuni delle prime settimane.
La visita neonatale è collegata al percorso primi mesi?
Sì — è il primo passo del percorso. Al termine della visita è possibile programmare gli incontri successivi in base alle esigenze del bambino e della famiglia.
Si può fare anche prima, nella prima settimana?
Sì, in presenza di dubbi specifici sull'allattamento o sulla crescita è possibile anticipare la visita. In quel caso l'incontro è più focalizzato sulla situazione specifica.
Cosa devo portare alla visita?
Il libretto sanitario del bambino e, se disponibile, il foglio di dimissione dall'ospedale. Per il resto, serve solo la voglia di fare domande. 😊
La visita neonatale sostituisce il pediatra di base?
No — è una consulenza specialistica che si affianca al percorso con il pediatra di famiglia. Non sostituisce i bilanci di salute previsti dal Servizio Sanitario Nazionale, ma li completa con un livello di approfondimento maggiore su sviluppo, alimentazione e disturbi funzionali.
Disturbi funzionali del lattante
Questo capitolo fa parte del Percorso primi mesi (0–6 mesi). Ogni area è disponibile come consulenza singola; quando serve un accompagnamento nel tempo — un disturbo funzionale da monitorare, uno svezzamento da seguire passo dopo passo — si programmano tre incontri programmati, calibrati sull'evoluzione del bambino e sulle esigenze della famiglia, tutto incluso.
Disturbi funzionali del lattante
Quando il bambino piange, non dorme, rigurgita.
Nei primi mesi di vita molti bambini presentano difficoltà che non rientrano in una diagnosi precisa, ma che pesano enormemente sulla vita della famiglia: pianto inconsolabile, notti frammentate, rigurgiti frequenti, tensione corporea, difficoltà a calmarsi. Non sono malattie. Ma non sono nemmeno "solo fase" da aspettare passivamente. Sono disturbi funzionali — e hanno cause, spiegazioni e strategie concrete per affrontarli.
Colica del lattante
Il pianto intenso, prolungato e apparentemente inspiegabile nelle prime settimane di vita è uno dei motivi più frequenti di preoccupazione nei genitori. La colica non è una diagnosi di malattia — è una risposta del sistema nervoso immaturo del neonato a stimoli che ancora non riesce a gestire. Esistono strategie concrete per ridurne l'intensità e aiutare il bambino a regolarsi.
Rigurgito e disturbi digestivi
Il rigurgito frequente è fisiologico nei primi mesi — è quello che i genitori chiamano spesso "reflusso". Nella maggior parte dei casi non richiede trattamento, ma può essere fastidioso per il bambino e preoccupante per chi lo accudisce. Valutare il contesto complessivo permette di distinguere il rigurgito fisiologico da situazioni che meritano attenzione.
Sonno frammentato
Il sonno del neonato è strutturalmente diverso da quello dell'adulto — e non esiste una soluzione universale. Esistono però indicazioni pratiche per aiutare il bambino a sviluppare ritmi più regolari, adatte all'età e alla situazione specifica della famiglia.
Pianto e difficoltà di regolazione
Un bambino che fatica a calmarsi, che sembra sempre insoddisfatto o difficile da consolare, sta spesso comunicando qualcosa. Imparare a leggere questi segnali — e a rispondervi in modo efficace — è uno degli obiettivi principali della consulenza.
Postura e sviluppo motorio
Nei primi mesi si gettano le basi dello sviluppo motorio. Asimmetrie posturali, preferenze di lato, tensioni muscolari: sono segnali che meritano attenzione precoce.
Domande frequenti
Il mio bambino rigurgita molto — è reflusso?
Il rigurgito frequente nei primi mesi è nella maggior parte dei casi fisiologico — fa parte dell'adattamento del sistema digestivo del neonato. Il termine "reflusso" viene spesso usato in modo improprio per descrivere situazioni molto diverse tra loro. Durante la consulenza valutiamo insieme il quadro complessivo per capire se si tratta di rigurgito fisiologico o di qualcosa che merita attenzione specifica.
Mio figlio dorme pochissimo — è normale?
Il sonno del neonato è fisiologicamente frammentato, ma "normale" non significa che non si possa migliorare. Durante la consulenza valutiamo i ritmi del bambino e offriamo indicazioni pratiche adatte all'età e alla situazione della famiglia.
Devo aspettare che passi da solo o è utile una consulenza?
Molti disturbi funzionali si risolvono spontaneamente con il tempo — ed è giusto dirlo. Ma "aspettare" non significa necessariamente "non fare nulla". Una consulenza precoce permette di capire cosa sta succedendo, escludere cause che richiedono attenzione e avere indicazioni pratiche per affrontare il periodo nel modo migliore. La differenza non è tra chi interviene e chi aspetta — è tra chi aspetta con consapevolezza e chi aspetta con ansia.
La colica passa da sola?
Sì, nella maggior parte dei casi si riduce spontaneamente intorno ai 3 mesi. Questo non significa però che sia inutile intervenire — esistono strategie concrete che possono ridurne l'intensità e migliorare la qualità di vita del bambino e della famiglia nell'attesa.
Quando è il caso di preoccuparsi davvero?
Esistono segnali specifici che distinguono un disturbo funzionale da una condizione che richiede approfondimento medico. Uno degli obiettivi della consulenza è proprio questo: aiutare i genitori a riconoscere la differenza e a sapere quando è necessario fare ulteriori accertamenti.
Allattamento e svezzamento
Allattamento e alimentazione complementare
Dal latte ai primi solidi, accompagnare questa transizione senza schemi e senza ansia.
Il primo anno di vita è denso di cambiamenti, e l'alimentazione è spesso al centro delle preoccupazioni dei genitori. Le poppate, la crescita, il momento di iniziare con i solidi, il bambino che rifiuta il cucchiaio o mangia pochissimo. Ogni fase porta domande nuove, e spesso risposte contraddittorie: trovate online, arrivate da parenti con le migliori intenzioni.
La visita dedicata all'alimentazione è il momento per fare ordine, con uno sguardo clinico sulla situazione del vostro bambino e indicazioni costruite su di lui, non su uno schema preconfezionato.
Supporto all'allattamento al seno
L'allattamento al seno è una delle esperienze più importanti dei primi mesi. Può essere anche una delle più difficili, e questo è normale.
Difficoltà di attacco, poppate che durano ore, dubbi sulla crescita, dolore, stanchezza: sono situazioni comuni che meritano un confronto vero. Durante la visita valutiamo insieme modalità di attacco e suzione, ritmo delle poppate, curva di peso, eventuali problemi come il frenulo linguale, e come organizzare l'allattamento nella vita quotidiana.
Quando arriva il momento di introdurre i solidi, il latte (materno o formula) non scompare. Rimane al centro dell'alimentazione fino ai 12 mesi. I nuovi alimenti si affiancano gradualmente, non sostituiscono.
Alimentazione complementare
Non più "svezzamento": una parola che porta con sé l'idea sbagliata di qualcosa da togliere.
Intorno ai 6 mesi si apre una fase importante. I bambini non hanno bisogno di imparare a mangiare in fretta: hanno bisogno di scoprire il cibo, pasto dopo pasto, in un ambiente sereno. Quello che costruite in questo periodo resta con loro per anni.
Nel mio ambulatorio seguo il modello dell'Alimentazione Complementare Responsiva, raccomandato dalle linee guida SIPPS 2021. Il principio è semplice: il genitore sceglie cosa offrire, il bambino decide se e quanto mangiare. Non si forza, non si insiste, non si anticipa perché il bambino "ha fame". Questo non significa che esista un unico modo per farlo. Pappe tradizionali, Baby Led Weaning e autosvezzamento sono approcci diversi che possono anche coesistere. La scelta migliore è quella che si adatta alla vostra famiglia.
Il bambino che impara a regolare il proprio appetito sviluppa un rapporto più sano con il cibo. Il compito del genitore è creare un ambiente sereno a tavola, non controllare ogni boccone.
Cosa affrontiamo insieme
La visita dedicata all'alimentazione è un confronto pratico su misura. Non una lezione: un momento in cui parliamo del vostro bambino, dei vostri dubbi, di come funziona la vostra famiglia. Tra i temi più frequenti:
- I segnali di prontezza: quando è il momento giusto, come riconoscerlo
- Come organizzare i primi pasti rispettando i ritmi del bambino
- Cosa mettere nel piatto: ferro, proteine, allergeni, grassi e le priorità che fanno davvero la differenza
- Come gestire rifiuti, selettività e i momenti in cui il bambino non vuole mangiare
- La tavola come luogo di piacere, non di battaglia
- Sicurezza: la differenza tra gagging e soffocamento, gli alimenti a rischio
- Come continuare l'allattamento durante la transizione, se lo volete
L'aspetto distintivo è lo sguardo clinico che permette di valutare anche i segnali che vanno oltre la nutrizione, come reflusso, selettività severa o una curva di crescita che merita attenzione.
Corso per genitori: avvio dell'alimentazione complementare
Un incontro in piccolo gruppo per prepararsi all'introduzione dei solidi. Dai segnali di prontezza alla sicurezza a tavola, dagli allergeni alla Dieta Mediterranea in famiglia. Un modo per affrontare questa fase con più sicurezza, insieme ad altri genitori che vivono lo stesso momento.
Domande frequenti
Quando iniziare con l'alimentazione solida?
L'introduzione degli alimenti avviene generalmente dopo i 6 mesi di vita, quando il bambino ha raggiunto una sufficiente maturazione neurologica e motoria. In questa fase il latte continua a rappresentare una parte importante dell'alimentazione, mentre i nuovi alimenti vengono introdotti gradualmente accanto all'allattamento. Tra i 4 e i 6 mesi si valuta solo su indicazione pediatrica.
Il bambino mangia pochissimo. Devo preoccuparmi?
Nei primi mesi i solidi sono soprattutto un'esperienza di scoperta: il latte rimane la fonte nutrizionale principale. Se la curva di crescita è regolare, quantità piccole sono del tutto normali. La valutazione clinica serve a distinguere la normale variabilità dell'appetito da situazioni che meritano attenzione.
Come si distingue il gagging dal soffocamento?
È una delle domande più importanti. Il gagging (il bambino tossisce, arrossisce, fa smorfie) è un riflesso normale e protettivo. Il soffocamento vero è diverso: silenzio, assenza di tosse, volto cianotico. Sapere riconoscere la differenza è fondamentale. Per imparare le manovre di disostruzione è disponibile un corso dedicato in ambulatorio.
Svezzamento tradizionale o autosvezzamento?
Negli ultimi anni si parla spesso di diverse modalità di introduzione degli alimenti. In realtà molti approcci condividono lo stesso obiettivo: accompagnare il bambino alla scoperta del cibo in modo graduale e sicuro. La scelta dell'approccio più adatto può essere valutata insieme al pediatra tenendo conto dello sviluppo del bambino e delle abitudini della famiglia.
Quando introdurre gli allergeni?
Le evidenze più recenti, confermate da ESPGHAN e EAACI 2025, indicano che introdurre gli allergeni presto riduce il rischio di allergia, non lo aumenta. Uovo, pesce, frutta secca tritata e arachidi in pasta si introducono dai 6 mesi come parte normale dell'alimentazione. In caso di storia familiare per allergie documentate, ne parliamo in visita.
Disostruzione e PBLS
L'ostruzione delle vie aeree nei bambini piccoli è una delle emergenze più improvvise e spaventose che un genitore possa trovarsi ad affrontare. Pochi secondi, nessun preavviso.
Il corso pratico di disostruzione pediatrica nasce per una cosa sola: che tu sappia cosa fare in quei secondi. Non teoria, non slide — mani su manichino, manovre provate sul serio, domande vere con risposte chiare.
Cosa imparerai
- Riconoscere un'ostruzione delle vie aeree — parziale e totale
- Manovre di disostruzione nel lattante (0–12 mesi)
- Manovre di disostruzione nel bambino (oltre 12 mesi)
- Nozioni di PBLS — supporto di base delle funzioni vitali
- Esercitazione pratica su manichini computerizzati
- Spazio finale per domande
Come si svolge
Il corso si svolge in piccoli gruppi — massimo 8–10 partecipanti — per garantire a tutti il tempo necessario per esercitarsi con calma e fare domande.
A chi è rivolto
- Genitori di neonati e bambini piccoli
- Futuri genitori — meglio prima che dopo
- Nonni e familiari che si prendono cura dei bambini
- Babysitter e figure di accudimento
Prossime edizioni
Le edizioni si attivano al raggiungimento del numero minimo di iscritti. Scrivimi per essere avvisato delle prossime date.
Corso privato su appuntamento
Preferisci un incontro dedicato al tuo gruppo? Il corso è disponibile anche in formato privato su appuntamento, per gruppi a partire da 4 persone. Ideale per:
- Gruppi di genitori che si organizzano insieme
- Classi preparto
- Asili nido e strutture educative
- Babysitter e figure di accudimento professionali
Il corso ha finalità informative e formative e non sostituisce la formazione sanitaria certificata né la valutazione medica in caso di emergenza.




